Contributi di critica
Achille Pace
…Il
pittore D'Addario cerca la sua identità all'interno
delle avanguardie. Una scelta molto difficile per la condizione
regressiva del momento in cui viviamo, caratterizzando per
necessità un comportamento formale di massimo equilibrio.
Il pittore. La fiducia nel futuro, ma come proiezione del
presente, pur considerando il presente precario e incerto.
Egli svolge un'operazione in progresso, in evoluzione, con
misura e rigore. Tra caduta "informale" e "formativista",
la sua natura di artista civile. Il pensiero ha scelto l'essere,
pur in un rapporto con la materia che guida, non si fa guidare.
Essendo un lirico, ciò che più conta per D'Addario
è l'idea e non la materia; preferisce i mezzi spirituali
più che quelli materiali. Leggero il "segno",
alla fine di un lungo ed estenuante percorso, filtra dall'inconscio
al pensiero e si deposita nella materia, senza indugiare,
per fortuna, nelle secche del surrealismo, ma diretto e vitale
scorre dall'idea all'azione, trasmettendo per sintonia, la
interiore e trepida vibrazione dell'artista, la sua sognante
e poetica immagine dello spazio…
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